BASTA PRIVATI ALLA SAPIENZA… E’ ARRIVATA L’ORA DI INTERNALIZZARE

La città universitaria negli ultimi mesi è stata attraversata dalle mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici delle ditte di pulizia, sostenuti da studenti e studentesse, per denunciare e contrastare le politiche delle ditte appaltatrici Euros & Promos e CoopService. Queste aziende sono entrate in servizio nel mese di settembre scorso e da subito hanno cercato di scaricare sulle lavoratrici ed i lavoratori i ribassi dell’appalto: tagli alle buste paga, carenze nella sicurezza sul lavoro, orari spezzati, mancate sostituzioni e aumento dei carichi di lavoro. Insomma politiche aziendali volte ad aumentare i profitti e minimizzare i costi. Il crescere delle mobilitazioni dell’assemblea di lavoratori e studenti contro aziende appaltatrici e amministrazione universitaria, fino agli scioperi autorganizzati indetti per il 26 e 27 gennaio scorso, hanno costretto le aziende dal recedere, almeno per ora, da queste politiche.

Nuovamente in questi mesi l’assemblea di lavoratori e studenti sta sostenendo le rivendicazioni del personale degli appalti di custodia e guardiania. In questo caso ad aggiudicarsi l’appalto è stato un raggruppamento temporaneo di impresa capitanato dalla SIPRO e con la National Service come azienda operativa per i servizi di guardiania. Pur in assenza di significativi ribassi nel valore di aggiudicazione dell’appalto, la National Service sfrutta i lavoratori con continue decurtazioni sullo stipendio, spezzettamento dell’orario del lavoro, insieme a tutta una serie indicibile di abusi che vengono commessi con la colpevole complicità de La Sapienza, che omette di effettuare gli opportuni controlli, rendendo, di fatto, la situazione insopportabile. Odiosa addirittura, se si pensa all’accordo firmato da tutte e tre le sigle sindacali CGIL, CISL  e UIL (complici!!), per un anno di cassa integrazione a rotazione (con evidente decurtazione dello stipendio). Anche qui, dunque, i lavoratori hanno deciso di alzare la testa e ribellarsi a questo stato di cose.

Queste condizioni, che possiamo riscontrare anche in tutti gli altri appalti della Sapienza (giardinieri, manutentori ecc.), sono figlie della politica di esternalizzazione dei servizi. Questa politica e un mix fatto di negligenza da parte delle aziende e assenza di controllo dell’università, producono anche morti, come accaduto nel dicembre 2010 qui alla Sapienza ad un operaio, Mohammed Bannour, che lavorava nel cantiere edile di Scienze politiche. Oltre ai danni subiti da lavoratrici e lavoratori, il ricorso agli appalti contribuisce a degradare il servizio agli utenti e allo sperpero di denaro pubblico (nella maggior parte dei casi esternalizzare costa più di quanto costerebbe mantenere il servizio all’interno dell’amministrazione), col solo fine di favorire i privati, che spesso vincono gare condotte con procedure ben poco trasparenti, come testimoniato da varie indagini della magistratura.

E’ dunque evidente che oltre a mobilitarci e lottare per migliorare le attuali condizioni di lavoro negli appalti sentiamo necessario avviare un percorso per rivendicare direttamente l’internalizzazione dei servizi.

Le lotte che si limitano alla difesa dell’esistente, pur meritevoli di sostegno, non risolvono i problemi se non fino alla successiva gara di appalto. Questo stato di cose rende le lavoratrici ed i lavoratori sempre più precari/e, tanto più visto che sindacati e padronato iniziano a discutere, nell’ambito del CCNL, la revisione della norma che obbliga le aziende subentranti negli appalti a conservare il posto a chi vi era prima. Senza considerare, più in generale, l’ attuale riforma del lavoro tende a smantellare quelle poche conquiste che ancora resistono, a cominciare dall’art. 18 a tutela dai licenziamenti arbitrari.

È finita l’ora dell’attesa, è arrivato il tempo di internalizzare!!

Solo la partecipazione in prima persona, e la lotta autorganizzata, possono portare al raggiungimento di questo obiettivo.

ASSEMBLEA SABATO 12 MAGGIO h 11 a Psicologia (Via dei Marsi)

Assemblea lavoratrici e lavoratori, studenti e studentesse de “La Sapienza”