MONDezza DI MEZZO e gli utili idioti

EderaDurante il pogrom di Tor Sapienza siamo rimasti tutti e tutte sbigottiti da quello che stava  succedendo, con la popolazione di un quartiere devastato, in cui non funziona un cazzo e manco  passano gli autobus, usata come bassa manovalanza di utili idioti da organizzazioni fasciste  (Casapound in primis), per prendere d’assalto un centro per minorenni in reinserimento.
Eravamo disorientati perchè di tutta questa manovra ci è sfuggito il movente. Abbiamo fatto  interminabili analisi sul disagio delle periferie ma non siamo riusciti a capire che stavamo  assistendo ad una guerra tra mafie in cui la cordata legata a Buzzi, Carminati & co tentava di  prendere il controllo della cooperativa sociale “Il sorriso” (a occhio legata al PD/SEL), pagando  fascistame vario perchè dessero appoggio politico/militare. Pensare che che l’obiettivo fascista fosse  semplicemente quello di diffondere un clima d’odio razziale a scopo elettorale è stata una sottovalutazione pesante della situazione. I fasci hanno sempre un ritorno economico diretto che ammantano di deliri ideologico/razzisti, teniamolo ben presente in futuro.

La dinamica era chiara: gli stessi politici a libro paga delle cooperative del Mondo di Mezzo, tagliavano i servizi ai quartieri, stornando i fondi verso gare d’appalto vinte dai vari fasciomafiosi & costruttori per la gestione di campi Rom, centri d’accoglienza e residences che venivano poi, una volta intascati i soldi, lasciati a se stessi nello stesso degrado che semplificava il lavoro propagandistico dei vari partitini e fascistelli. Una spirale perfetta attraverso la quale non siamo riusciti a leggere, se non in maniera molto generica, senza essere in grado di distinguere nomi e interessi, senza riuscire a mettere in piedi un serio lavoro d’inchiesta.

Sui rifiuti non siamo così indietro, anzi, conosciamo a menadito nomi e cognomi e ci è chiarissima anche la dinamica che poi è la stessa. Per questo motivo è necessario iniziare ad organizzare un po’ le idee: guardiamo ad esempio il caso dell’AMA a Roma… Il nuovo piano da 400 milioni viene finanziato dividendo in due il servizio: da una parte i servizi a perdere, lo spazzamento delle strade, la raccolta stradale ed il trasporto a carico del comune; dall’altra le sezioni remunerative come la raccolta differenziata (e la relativa vendita dei materiali recuperati), affidate a cooperative “amiche”. Guarda caso in mezzo all’indagine della magistratura sono finite due importanti cooperative addette a questo scopo: Edera e Cns, per aver vinto con troppa disinvoltura due gare indirizzate a «Raccolta e conferimento dei rifiuti organici dei mercati» (5 lotti), e «Raccolta differenziata porta a porta del multimateriale pesante, leggero, del vetro e delle attività di ristoro e mense di Roma Capitale»

E’ ovvio, quindi, che con questi mezzi una raccolta differenziata decente non è possibile e nasce il bisogno di realizzare dei mega comprensori industriali detti “ecodistretti” o “ecocentri” o “ecoparchi” (insomma le solite ecostronzate), per il trattamento industriale del rifiuto. Questi comprendono un impianto a multimateriale (per il cassonetto blu), un TMB (cassonetto nero) che separi ciò che si può bruciare dagli scarti (e quindi con annessa discarica di servizio) ed un digestore anaerobico (biogas) per l’umido del cassonetto marrone. Abbiamo speso anni a denunciare l’enorme speculazione dietro quest’ultimo tipo di impianti lautamente finanziati dallo stato, impianti che minacciano di trasformare ogni campo coltivato in una discarica a cielo aperto, deviando l’uso dell’umido da compost a recupero energetico. E guarda un po’… Anche a questi è legato un filone d’inchiesta e nomi noti, tra cui quello di Mario Baruchello, progettista di discariche, inceneritori e digestori anaerobici, tutti impianti appartenenti alla Galassia del ras dei rifiuti Manlio Cerroni.

Da citare che oltre al nome di Baruchello c’è anche quello di Riccardo Mancini amico di Carminati e C., il quale, oltre ad essere presente o avere il controllo di fatto in 24 società, è stato nel consiglio di amministrazione della MARCO POLO spa (partecipata da Acea, Ama, Eur spa) dal 1 agosto 2012 al 28 febbraio 2013.

Raccolta, speculazione, cooperative e impiantistica industriale hanno, quindi, ovvie ricadute sui territori della provincia e su chi li abita, con 4 ecoschifi previsti di cui due (al modico prezzo di 200 milioni) Rocca Cencia e Ponte Malnone, da realizzare entro il 2017 ed altri due (Velletri e Cupinoro? O magari a Malagrotta? chissà…) da far entrare in funzione entro il 2020.

Ulteriori ricadute da considerare sono quindi dovute ai finanziamenti di queste mega operazioni che, come è ovvio che sia, peseranno sulle spalle dei lavoratori. L’AMA, infatti, prevede un blocco del turnover e tagli ai pagamenti degli straordinari, aumentando i carichi di lavoro ed, inoltre, di eliminare i fondi per gli infortuni (incidenti che causeranno meno di 20 giorni di ospedale non verranno considerati infortunio sul lavoro). D’altro canto i lavoratori delle cooperative neoassunti per la gestione della raccolta differenziata, non saranno considerati dipendenti AMA, ma soci lavoratori, senza alcun beneficio del contratto da dipendenti.

Quest’attacco ai lavoratori porterà sicuramente un peggioramento alla raccolta stradale, e magari, chissà, scioperi o un’altra emergenza rifiuti che, se da una parte favorirà i costruttori di impianti nocivi, dall’altra favorirà l’ingresso di nuove cordate dei cooperative, chissà, magari più di sinistra (ricordiamo che anche Buzzi era considerato tale fino a poco fa), legate all’associazionismo ed appoggiate da Legambiente. Una cordata del genere si è già proposta ed ha messo per iscritto i suoi intenti nella Legge di Iniziativa Popolare della rete ZeroWaste.

Le prime avvisaglie si sono avute con l’ultimo consiglio comunale in cui l’assemblea capitolina ha approvato la delibera che traccia il percorso verso “rifiuti zero”. Un provvedimento importante che nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione e le associazioni di cittadini che tra marzo e giugno 2012 avevano presentato la proposta “verso rifiuti zero”: #Diamocidafare (comitato di Fare Verde, associazione nata in seno all’MSI pre svolta di Fiuggi) e all’Associazione Zero Waste Lazio. Tra i punti leggiamo quindi “distinguere la raccolta e il riciclo dei rifiuti dalle attività di spazzamento stradale e decoro attraverso una contabilità separata” ed inoltre: “la realizzazione di un’adeguata rete impiantistica a servizio della raccolta differenziata (a partire dai centri di raccolta, con l’obiettivo di averne almeno uno per Municipio), provvedendo al trattamento della frazione organica differenziata attraverso impianti di digestione anaerobica e/o di compostaggio aerobico“.

Et voilà, abbiamo già la nostra riverniciata di verde al sistema grandi aziende-palazzo-cooperative…

Dicevamo che le speculazioni legate all’affare del biogas esploso negli ultimi anni erano già state messe per iscritto nella LIP: l’articolo 14, infatti, spende molti commi nel prevedere procedure autorizzative semplificate di questi impianti e finanziamenti a pioggia. Quello che invece non abbiamo speso abbastanza tempo a denunciare è che l’azione di tale rete è la medesima di quella di Buzzi & co (con l’evidente differenza di ordini di grandezza nei metodi coercitivi) e cioè la creazione di una miriade di cooperative che si accaparrino fondi pubblici anche sul piano della raccolta, l’articolo 25 della LIP infatti recita:

Ruolo del volontariato e della cooperazione sociale
1. Le associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale possono effettuare saltuariamente, con progetti e/o con campagne di sensibilizzazione e di informazione temporalmente limitate, la raccolta di frazioni differenziate di rifiuti urbani non pericolosi per finanziare le proprie attività sociali, previa comunicazione al comune interessato che indichi il soggetto responsabile e il periodo di attività previsto che non può, in ogni caso, eccedere i sei mesi.
2. Tale attività esclude il requisito di iscrizione all’albo dei gestori ambientali e la compilazione del formulario di accompagnamento dei materiali, in deroga alle disposizioni vigenti.

Qualche passo in questo senso è già stato fatto (assunzioni legate all’associazionismo), dato che sempre dalla delibera comunale già citata leggiamo che:

L’obiettivo è incidere sulla produzione di rifiuti, favorendone la diminuzione, e spingere sui pedali del riciclo e del riuso dei materiali monitorandone l’attuazione con:
– gli osservatori municipali ‘verso rifiuti zero’, per monitorare l’attuazione delle disposizioni generali della delibera, rendere pubblici i dati sugli obiettivi raggiunti e raccogliere sul territorio segnalazioni e indicazioni dai cittadini;
– l’osservatorio comunale ‘verso rifiuti zero’, con il compito di elaborare e sintetizzare i dati municipali e di produrre i documenti utili alla divulgazione e alla pubblicità dei dati stessi

Le proposte di questa cordata di “sinistra” non hanno quindi nulla di alternativo al sistema vigente: finanziare aziende conniventi che costruiscano impianti nocivi per il territorio, come quelle legate Legambiente o alla Marco Polo engineering (non spa, non confondiamoci…) e creare una rete di cooperative sparpagliate sul territorio per gestire i finanziamenti pubblici, assumendo lavoratori come soci privi di ogni tutela.

Non vogliamo evidentemente comparare Massimo Piras a Carminati, il presidente della ZeroWaste non ne ha sicuramente la storia criminale e lo spessore e, come malefatte, si limita per ora a diffondere documenti farlocchi sull’appoggio dei Medici per l’Ambiente alla sua LIP…

Questa nuova cordata non dispone sicuramente di una pletora di ex NAR e neofascisti che ci vengano a rompere le gambe. Non vogliamo dire questo, quello che ci interessa è denunciare come anche a “sinistra” non siamo esenti da certe modalità. Fa specie, sopratutto, che fra i proponenti di questa schifezza figuri la confederazione CoBas, i cui dirigenti vogliamo sperare neanche abbiano letto ciò stanno propagandando con passione, mettendosi chiaramente a giocare lo stesso ruolo di utili idioti che ha svolto la popolazione becero-razzista di Tor Sapienza, facendosi strumentalizare da poli di interesse speculativo, con il miraggio di fare chissà quale atto di giustizia.

A cura della redazione di Impatto

Per approfondire:

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_13/ama-ecco-appalti-sospetti-vincono-sempre-stesse-coop-8b38a650-82a0-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml
http://www.ilcaffe.tv/articolo/9417/mafia-capitale-indagato-il-progettista-dei-bio-gas-a-pomezia-e-velletri
http://ilmanifesto.info/il-grande-business-del-cartello-dei-rifiuti/

http://www.ecceterra.org/index.php/rifiuti/salute/documenti/1385-rifiuti-zero-a-rischio-indigestioni-aerobico-anaerobiche