Ennesimo attacco ai lavoratori delle pulizie de La Sapienza

 Quattro anni fa i lavoratori e le lavoratrici delle pulizie de La Sapienza, dipendenti delle cooperative Euros&Promos e CoopService vincitrici dell’appalto pubblico, iniziavano un intenso periodo di lotte che li ha portati a strappare una serie di risultati da aziende e committenza come: la fine dell’orario spezzato, migliori attrezzature e la fine di detrazioni immotivate dalla busta paga. La stagione di intensi picchetti e scioperi non si è comunque conclusa nel migliore dei modi, molto sarebbe ancora da ottenere e i rapporti fra gli operai del pulimento si sono deteriorati, isolando i lavoratori più attivi. Di recente è uscito il bando di gara per i prossimi 5 anni di servizio pulizie, la gara scade questo 29 Febbraio, il 4 marzo ci sarà invece la “prima seduta pubblica”, alle 10.00 presso la Sala Riunioni dell’Area Patrimonio, primo piano Rettorato.
A quanto è possibile leggere dalla gara pare che la dirigenza dell’università si sia resa conto che probabilmente la gara precedente era stata aggiudicata troppo al ribasso ed ha rialzato di parecchi milioni la base d’asta:
– Base d’asta 2011 per servizio di 5 anni: € 34.900.000, Appalto aggiudicato per: € 25.855.000
– Base d’asta 2016 per servizio di 5 anni: € 46.300.970
Il problema è però che nel capitolato d’appalto, alla voce “Tutela dei lavoratori e obblighi derivanti dal rapporto di lavoro

è stata introdotta una frase che sembra lasciare all’azienda la facoltà di decidere se assumere o meno:
fatta salva la possibilità di valutare l’assunzione di unità che, per quantità e qualifica, sia armonizzabile con la propria struttura operativa in funzione dell’organizzazione d’impresa e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste per i servizi“.

Appalto 2016

Questa novità è estremamente allarmante: sembra proprio questo articolo sia stato aggiunto appositamente per permettere alle aziende vincitrici di non reintegrare i lavoratori fra un appalto e l’altro, magari proprio quegli elementi più riottosi che più si sono impegnati nelle agitazioni degli scorsi anni; nel capitolato precedente non ve ne era infatti alcuna traccia:
Appalto 2011
Le chiacchere stanno quindi a zero, senza un’adeguata mobilitazione si rischia che non sia più  garantita ai lavoratori la clausola di salvaguardia. Il tempo è poco per far cambiare all’università il capitolato d’appalto per garantire a tutti i lavoratori attualmente impiegati il posto di lavoro dopo il cambio appalto. Come prevede l’art.4 del Contratto Collettivo Multiservizi e il nuovo Codice degli Appalti approvato a Gennaio e in attesa dei decreti delegati attuativi.
E’ necessario quindi l’aiuto di tutti per bloccare questo ennesimo gravissimo attacco, per tutelare il posto di lavoro di tutte e tutti i lavoratori del reparto pulizie dell’università La Sapienza, per l’internalizzazione dei servizi che porterebbe l’università a spendere all’incirca 4 milioni di euro l’anno, anzichè i più di 5 che dà alle cooperative.