Albano : cancellare l’inceneritore, chiudere la discarica, impedire la diffusione delle centrali a biomasse, affondare i neo inceneritoristi renzi e galletti

Fra mille difficoltà, le vertenze contro gli affaristi dei rifiuti continuano nel territorio dei Castelli Romani. Tra marzo e giugno i cittadini dei villaggi vicini alla discarica di Roncigliano, più volte hanno bloccato l’attività e imposto ispezioni dei servizi sanitari di prevenzione della ASL; si sono svolte assemblee aperte nel centro storico di Albano; il 2 maggio mille persone hanno percorso in corteo la via Appia da Albano ad Ariccia; in agosto per due giorni abbiamo discusso e presidiato al villaggio Ardeatino.

E sono già fissate altre iniziative per settembre. Nostri interventi tecnici contro nuove discariche e centrali a biomasse a Velletri, Ardea, Aprilia, Artena, hanno impedito o creato problemi a queste nuove dev- astazioni. Ora, sulla vicenda inceneritore di Albano, il TAR ha fatto l’ennesimo favore a Cerroni riconoscendogli ancora un teorico diritto ai CIP 6, anche se a termine. Il 22 novembre prossimo è il limite ultimo dell’AIA con le proroghe della Polverini al seguito. La parola passa adesso a Zingaretti che ha già più volte spergiurato sulla inutilità dell’impianto di Albano. La bozza di decreto attuativo dello Sblocca Italia sui rifiuti in circolazione in questi giorni, promuove il fantasma di questo impianto a sito di interesse nazio- nale strategico, insieme ai quarantadue già all’opera, agli altri cinque autorizzati e non costruiti e ai dodici da costruire ex-novo. Da noi questa follia non passerà, per ragioni politiche e amministrative prodotte da una vertenza che dura da otto anni.
IMG_1316-2
A livello nazionale, ma anche a Roma- Malagrotta, la questione si pone. È pur vero che i tecnici del Ministero dell’Ambiente riescono a farsi mandare a quel paese da un inceneritorista come De Luca, governatore della Campania. Non dovrebbero quindi avere molto spazio. Ma dipende anche da noi e da quel- lo che sapremo fare. Sul fronte DISCARICA DI RONCIGLIANO, Regione Lazio e Comu- ni stanno cercando di salvare un morto. A dicembre è arrivata una relazione ARPA LAZIO di verifica dell’AIA del 2009 sul VII invaso. Questo documento elenca più di venti violazioni delle prescrizioni autorizzative che investono tutto l’arco del sistema trattamento rifiuti. La gestione del percolato è fuori controllo, dai pozzi di raccolta alle vasche di stoccaggio, all’allontanamento verso i siti di trattamento. Il TMB non stabilizza l’organico, non produce CDR accettabile dagli inceneritori. Il sistema di raccolta delle acque meteoriche funziona al contrario. L’emissione di odorigeni insopportabili e nocivi è permanente. Mancano le verifiche sulla stabilità dei pendii. Gli sforamenti degli inquinanti in falda hanno superato largamente i 200 episodi.

Sono mancate per cinque anni le verifiche sulle emissioni degli invasi esauriti. L’autorizzazione della centrale a biogas interna è insufficiente e si verificano sforamenti delle emissioni di ossidi di azoto. Di fronte a questo sfacelo la Ragione prima diffida a mettersi in regola in trenta giorni, poi fa finta di niente e riapre una procedura che sposta all’aprile del 2016 il riesame dell’AIA. Volendo comunque salvare un sito già abusato oltre ogni limite. Il Comune di Albano dimentica banalmente che ha aperto da tre anni una con- ferenza di Servizi sugli inquinanti in falda, e oggi ci promettono di chiudere a breve la pratica (!). Staremo a vedere continuando le mobilitazioni. Detto tutto ciò, cresce o no la nostra capacità di AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE? Difficile dire, grazie alle recenti elezioni al Comune di Albano, i fissati con i giochini elettorali sono spariti dal coordinamento. Non è scontato il passaggio da un’esperienza vertenziale ad un progetto di alternativa di Sistema.NOI CI PROVIAMO.