LA VERTENZA CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO E LA DISCARICA DI RONCIGLIANO È SEMPRE PIU’ LOTTA CONTRO LA POLITICA REGIONALE DEI RIFIUTI ANCORA BASATA SU DISCARICHE, INCENERITORI E … CENTRALI A BIOMASSE.

Aggiornamenti dalle lotte territoriali nei Castelli Romani

Dopo la breve esperienza di arrestati in casa fatta da Cerroni e soci, ma anche del grande CLINI, la REGIONE LAZIO ha accusato un discreto stato confusionale; non è un caso se tuttora manca un piano regionale dei rifiuti ed è possibile che ormai un tale documento non venga più stilato.

Così i padroni di sempre dei rifiuti tornano alla carica contando sulla lunghezza dei processi, che si possono allungare di più con incidenti tipo provvidenziali infarti dei presidenti delle sezioni giudicanti, ovvero assumendo principi del foro di squisita caratura mercenaria, ma facendo conto sulla subordinazione degli amministratori locali, regionali, nazionali.
L’inceneritore di Albano, per il quale il Consiglio di stato aveva resuscitato l’AIA del 2009, sembrava sepolto dopo la presentazione del documento CONFSERVIZI del dicembre 2013 e dopo, soprattutto, la cancellazione della convenzione preliminare GSE/MISE-COEMA del marzo scorso.
Il TAR LAZIO invece a luglio, su ricorso di Cerroni, ha disposto la sospensiva per questo ultimo provvedimento, pur rimandando il merito al marzo 2015.
Così per la terza volta, questo progetto mortifero,
viene fatto riemergere; anche se la sua reale costruzione diventa ogni giorno più improbabile.

La mobilitazione popolare è continuata con presidi in discarica continui. Ad aprile abbiamo dato vita ad una nuova manifestazione alla Regione Lazio con i comitati del Coordinamento regionale RIFIUTI/ENERGIA.
La giunta Zingaretti-Civita si è rifiutata di rivedere l’AIA 209, dando così a Cerroni la speranza di ottenere soldi dalla mancata costruzione ad Albano per terminare Malagrotta e rimetterlo in funzione.
Dopo la scomparsa del Presidente del Collegio giudicante Piero De Crescenzo il 17 settembre, si è insediata la nuova presidente, Stefania Rocchi. Salteranno quattro udienze; staremo a vedere.
Per tutto il mese di agosto, nel frattempo, cittadini/e hanno dato vita a diverse manifestazioni nell’area della discarica.

Ma proprio in agosto, la società VOLSCA AMBIENTE ha depositato presso gli uffici VIA della regione un progetto di centrale a biomasse da 33mila t/ anno nella località Lazzaria di Velletri; e casualmente il suo progettista è l’ing. Guidobaldi da sempre uomo di Cerroni, già responsabile della discarica di Roncigliano e suo coimputato.

Non basta. Il 25 agosto una sconosciuta società APL ha presentato ai medesimo uffici regionali un progetto di ecoparco comprendente: una discarica con 4 invasi di 2 milioni di metri cubi; una centrale a biogas da 40mila t/anno; un TMB più annessi.
Il fantasma di Cerroni aleggia anche dietro questo progetto. La località è ancora Lazzaria di Velletri.
Il 18 settembre una assemblea con 300 cittadini di Velletri e dintorni, sopratutto contadini e operatori agricoli , ha dato una prima risposta. Non male per una area ritenuta politicamente depressa.

Il sindaco Servadio (PD), si è affrettato a dichiarare l’ostilità al progetto Ecoparco proprtio per rivendicare la bontà della centrale RIFIUTI della Volsca.
Il coordinamento contro l’inceneritore di Albano, presente anche a Velletri, ha già presentato le controdeduzioni in Regione contro la Volsca e si appresta a farlo entro la prima settimana di ottobre anche contro Ecoparco.

Questo il piano regionale: chiuse le discariche di Civitavecchia, Inviolata-Guidonia, Colle della Fagiolata-Colleferro, Cupinoro-Bracciano; tutte con interventi della magistratura sollecitata dalle mobilitazioni popolari.
Ora la ‘monnezza’ viaggia sopratutto fuori regione, ma anche verso le discariche residue, per esempio Civitavecchia e Monterotondo scaricano ad Albano.
Renzi in persona, infine, emana un decreto per riaprire Cupinoro già esaurita.

A ottobre e novembre sono già programmate nuove manifestazioni contro la regione Lazio e le amministrazioni locali, nei vari paesi.