Il Leviatano fra Russia e Israele

Sin dall’inizio della guerra in Siria Irsaele ha giocato un ruolo chiave in favore delle forze antigovernative in Siria, poco importa che portassero una bandiera a tre stelle o bandiere nere con i passi del corano. Dal 2012 l’aviazione israeliana ha compiuto numerosi raid aerei, spingendosi in un paio di casi fino a Damasco, contro postazioni dell’esercito arabo siriano, contro Hezbollah e in un caso degli ufficiali iraniani. Centinaia di feriti delle truppe di AlNousra e FSA sono stati curati in ospedali militari con la stella di David, per poi essere rimandati al fronte. In alcuni casi l’esercito israeliano ha anche scortato ambulanze oltre confine per raccogliere i feriti sul campo di battaglia. Ingenti sono stati gli aiuti ai miliziani sotto forma di fornitura di armi e, durante l’assalto dei jihadisti alle alture del Golan l’artiglieria pesante israeliana è stata di fondamentale importanza, colpendo pesantemente le colonne di carri armati siriani.
Insomma, la frontiera Siria-Israele oggi è sotto il controllo a macchia di leopardo di Daesh, AlNousra e brigate che possiamo semplicisticamente definire come FSA e a Tel-Aviv va benissimo così.

E’ parso molto strano, quindi, che nell’ultimo mese, con l’incremento dell’appoggio russo (a cui nelle prossime settimane si unirà quello cinese) al governo di Assad, con lo sbarco di mille marines, una ventina di carri T90, i raid aerei dei Sukoi russi verso le postazioni dello Stato Islamico e di AlNousra, Netanyau abbia semplicemente dichiarato che “ridimensioneranno” il loro intervento nello scenario siriano, per non intralciare le operazioni dell’esercito russo (non per questo si sono astenuti di sparare alcuni razzi sulle postazioni dell’esercito siriano nel Golan in occasione di un’offensiva dei jihadisti). Molto strano che, dopo l’investimento di milioni di dollari per la destabilizzazione dell’ingombrante vicino, Israele semplicemente molli l’osso.

Dietroleviathan questo cambio di rotta da parte di Israele ci sarebbe un accordo stretto con i russi per lo sfruttamento del giacimento di gas Leviathan, il più grande del mondo, dopo quello appena scoperto dall’ENI in Egitto [1].
Purtroppo in Italia la notizia è stata data solamente da Il Giornale [2], visto il coinvolgimento di Berlusconi, che avrebbe fatto da mediatore fra Netanyau e Putin viaggiando fra Israele e Crimea (cosa che lo ha reso persona sgradita in Ucraina).

Questa mossa permetterebbe ad Israele di ottenere l’indipendenza energetica e godere dello schermo russo contro eventuali attacchi di Hezbollah, Siria o Iran alle proprie piattaforme marittime.

Gli scenari futuri sono bislacchi: da una parte la Russia rafforza l’asse Iran-Siria-Hezbollah, salvando militarmente il governo di Assad (con il quale adesso i ministri Israeliani dichiarano di dover dopo tutto fare i conti…), dall’altra sottrae definitivamente ogni possibilità al Libano di sfruttare a sua volta i giacimenti di gas a largo delle sue coste.
Per quel che riguarda il versante palestinese, da una parte l’intervento russo svolge un ruolo positivo, salvando il principale canale tramite il quale i compagni in palestina si riforniscono di armi; stabilizzando la situazione nei campi profughi e andando ad appoggiare direttamente con aviazione, attrezzatura ed addestramento le Forze di Difesa Nazionale siriane, milizie non inquadrate nell’esercito, molte delle cui divisioni sono formate da palestinesi; dall’altra rafforza decisamente l’economia israeliana, mettendo di fronte alle forze di resistenza in Palestina un nemico molto più forte e stabile.

[1] http://www.debka.com/article/24885/Putin%E2%80%99s-offer-to-shield-develop-Israel%E2%80%99s-gas-fields-predated-Russia%E2%80%99s-military-buildup-in-Syria
[2]        E’ probabilmente inopportuno linkare suddetta fonte in questa sede.