L’inceneritore di Malagrotta… E’ rotto ?!?!?

Ah la tecnologia di gassificazione Thermoselect quante gioie ci ha dato… E che gioielli di inceneritori ti tirano su ! Come quello di Fondotoce (Verbania) al centro di pesanti procedimenti penali per diasastro ambientale (nei quali è stato coinvolto anche il nostro beneamato ministro Clini), o quello di Kalsruhe chiuso dopo i gravissimi dati sulle emissioni dell’impianto e malfunzionamenti vari (tra cui una bell’esplosione)…. Però per fortuna in mano alla CoLaRi di Manlio Cerroni questi scassoni si trasformano in bolidi rombanti capaci di tramutare grazie al loro sacro fuoco magico la materia in energia senza alcuna emissione inquinante!!! Ne è un esempio ilo magnifico inceneritore di Malagrotta che nella sua breve esistenza è stato in grado di convertire la monnezza dei romani in centinaia di milioni per il gestore… Eh sì, questo è il vero significato della termovalorizzazione, monnezza in oro, come una novella pietra filosofale!
L’unico problema di questo fulgidissimo quadro è che, con nostro sommo sgomento, veniamo a sapere che questo gioiello della moderna alchimia NON FUNZIONA DA OTTOBRE !!!!


estratto dal quotidiano “Cinque Giorni” del 5 Maggio 2012
60 operatori a spasso… Quindi o i mistici progettisti del fatato impianto di cui sopra sono finalmente riusciti a dare la vita ad un esercito di scimmie volanti che eseguano i loro ordini, cosa che dato l’altissimo livello dei loro poteri magici (ribadiamo che termovalorizzare centinaia di milioni di fondi pubblici sono un’impressionante dimostrazione di potenza) non ci azzardiamo a mettere troppo in discussione, oppure l’inceneritore è spento da sette mesi….
Ci immedesimiamo nello sgomento che tale notizia deve aver gettato nella governatrice Polverini, nel prefetto Pecoraro e nel ministro Clini (nonchè tutta la schiera di piccoli burocrati che campano grazie all’eccezionale gestione dei rifiuti della regione Lazio). Comprendiamo perfettamente quindi le ragioni che li hanno spinti a non farne menzione alcuna in alcun organo di stampa, continuando, invece a lodare le magiche doti degli inceneritori. Comprendiamo quindi perchè costoro insistano tanto a costrire un impianto gemello ad Albano, cavolo poveretti immaginate che delusone se vi si rompesse un giocattolone così costoso. Almeno spendendo 600 milioni di fondi pubblici sarebbero sicuri di avere un degno sostituto perchè gli stessi progettisti dell’inceneritore di Malagrotta possano continuare nei loro esperimenti alchemici.
Ci stringiamo in cordoglio e ci chiediamo perchè mai quest’impianto non funzioni, cosa si è rotto? Quando potremo saperlo? Tornerà mai a termovalorizzare i nostri soldi ed i nostri tumori? Che ne sarà del fantastico ciclo dei rifiuti basato su inceneritori e discariche che continuano a propagandarci come magica soluzione al problema rifiuti? Insomma che fine ha fatto la magia? Non deludeteci, vogliamo continuare a credere nei folletti, nelle scimmie volanti e negli ingegnosi progetti della gassificazione dei rifiuti solidi urbani.