“Quello che i palazzinari non dicono” ovvero un caso esemplare della commistione tra affari e mondo della comunicazione

“Il Caffè” è un giornale settimanale distribuito gratuitamente e molto letto a Roma e in provincia.

Spesso si occupa anche di inchieste e redige articoli contro la cementificazione del territorio, sulla problematica dei rifiuti, su quella della depurazione, sulle questioni della sanità. Poi, certo, realizza pure articoli di tutt’altro segno, tipo quelli che riguardano i campi rom che sono perfettamente allineati al razzismo imperante nel nostro Paese oppure, anche nella sua edizione on-line, spalleggia ogni tanto qualche iniziativa dei fascisti di Casapound, tipo le “ronde” a Torvajanica che gli articolisti presentano come “passeggiate per la sicurezza”.

Comunque, sulla questione della cementificazione del Comune di Marino, a parte alcuni articoli imprecisi, già segnalati tempo fa, c’è da dire che il giornale si è sempre schierato contrariamente ed è stato proprio da un suo articolo che siamo venuti a conoscenza della richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale da parte delle società “IDEA FIMIT” per la costruzione di un centro commerciale da 100.000 mc proprio dalle nostre parti e, tale segnalazione, ci ha permesso di redigere e consegnare nei tempi le nostre “osservazioni” alla Regione Lazio per bloccare la speculazione. Se aspettavamo la segnalazione dall’amministrazione comunale, che già ne era a conoscenza da 50 giorni, probabilmente non l’avremmo mai ottenuta (i tempi per presentare le “osservazioni” erano di 60 giorni complessivi).

Nell’ultimo numero cartaceo de “Il Caffè”, il n°421 del 5 ottobre 2017, il settimanale dedica ben due pagine a due società costruttrici, “Cristina” e “La Mole 2”, facenti parte della “Edilconsulting”. Qui il link

http://archivio.ilcaffe.tv/leggi/?n=castelli421#14

Nella prima pagina, la 14, l’articolo non firmato riporta lo “splendore” di un giardino di poche centinaia di mq che sarebbe stato “donato” dalla “Edilconsulting” tramite le società “La Mole 2” e “Cristina”. L’articolista si spertica in elogi per un giardino che, non viene detto, risulta essere un’opera inserita nella mega-lottizzazione dell’ormai “defunto” “Parco Morosini”, cancellato dalla costruzione di 17 (17!) palazzi. Questo vergognoso articolo fa notare, appunto, che si trova “in un’elegante zona caratterizzata da un nuovo complesso immobiliare composto da appartamenti e villini da poco edificati”. Si tratta, quindi, di uno spot nello spot, cioè di un invito a comprarsi appartamenti (evidentemente invenduti dopo molti anni, visto che l’edificazione non è più così recente…).

L’articolo si chiude scappellandosi (nel senso di doversi togliere il cappello, a scanso di equivoci) a favore delle società costruttrici ma rivelando alla fine, appunto, esplicitamente la sua natura prettamente pubblicitaria con queste frasi: “[…le società] hanno voluto così donare alla collettività questo parco. Un esempio virtuoso di chi fa business creando maggiore appetibilità per le unità immobiliari e le condizioni per la fruizione di spazi come questo.”

Possiamo chiudere l’analisi di queto primo articolo sintetizzando che un’area di diversi ettari di verde è stata cementificata per permettere il profitto di alcune società costruttrici e finanziarie, che hanno lasciato un brandello di verde principalmente per tenere “appetibile” (parole loro) l’acquisto degli appartamenti edificati e che un bravo ignoto articolista de “Il Caffè” ha provveduto a inserire nel settimanale tra l’altro sbagliando la foto ripresa da “Google Maps” che riguarda un giardino, quello di “via Bassi” che non è quello riportato nella fotografia adiacente. L’articolo in oggetto è inserito tra altri articoli che parlano di sagra dell’uva, corsi ed altre iniziative sul territorio, quindi non si tratta di “inserzione pubblicitaria”. E’ molto peggio…

Nella pagina affianco, la 15 si trova invece un secondo articolo. Non è riportata da nessuna parte la dicitura “informazione pubblicitaria” (nel resto del giornale le “inserzioni a pagamento” sono tutte segnalate). Quindi, come prima nota, aprendo il giornale, le pag.14 e 15 si trovano affiancate e i due “articoli” fanno il paio.

Il contenuto qui è scritto direttamente dall’inserzionista: le stesse due società che hanno donato il meraviglioso giardino alla collettività di pag.14 adesso narrano le gesta del nuovo complesso immobiliare che stanno costruendo in via Maroncelli, sempre a S.Maria delle Mole, denominato “La Casa nel Parco”.

“Quello che i palazzinari non dicono”, parafrasando il titolo di una famosa canzone…

1) Su tutto l’iter che riguarda il “Masterplan 2011”, e quindi le delibere riguardanti “La Casa nel Parco”, pendono da oltre 5 anni diversi ricorsi al TAR che potrebbero, speriamo, bloccare definitivamente sia il progetto presentato nell’inserzione pubblicitaria (ad ora stanno costruendo “solo” 4 dei 17 palazzi previsti), sia quello più complessivo da 12.500 nuovi abitanti che raddoppierebbe il centro abitato di S.Maria delle Mole”. Sarebbe il caso di avvertire i potenziali acquirenti, visto i rischi che corrono, e noi l’abbiamo fatto contattando sia “Unicredit Subito Casa” che le 12 associazioni di consumatori che con essa hanno stipulato un accordo quadro sulla trasparenza. La società legata a “Unicredit” infatti si occupa di mettere in contatto venditori e compratori. Non abbiamo avuto riscontri né dalla società né dalle associazioni ma alcuni “clienti” che hanno già comprato gli appartamenti “sulla carta” ci hanno contattato preoccupati.

2) Viene spacciata per tranquilla e ben collegata tutta la zona, inserendo tra i collegamenti fantastici: due arterie sempre intasate nelle ore di punta, il Raccordo Anulare e la Via Appia, la linea ferroviaria a binario unico Roma-Velletri che risulta spesso essere oggetto di lamentele e proteste da parte degli utenti tanto che esiste un “comitato dei pendolari” e la vicinanza con l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino che opera circa 160 voli giornalieri, sia di giorno che di notte, oggetto della comodità dei turisti ma dei veleni da cherosene e del rumore costante per i residenti che si sono visti aumentare il traffico aereo grazie alle concessioni verso le low-cost e dove diversi comitati tengono in piedi una lotta decennale per porre termine a questa invivibilità indotta dagli affari della compagnia aerea “Ryanair”. Tra l’altro, le rilevazioni di “Legambiente”, “Assemblea permanente No Fly” e “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale” svolte nel 2005 proprio nella zona edificata rilevavano una forte presenza di polveri sottili PM10.

3) La tranquillità della “Casa nel Parco” non sappiamo come si concilia con la presenza di due scuole da oltre 400 alunni complessivi: una per l’infanzia e una primaria, di fatto circondate dai lavori di costruzione dei palazzi. Si invitano i potenziali acquirenti a presentarsi nei giorni feriali dalle ore 8.00 alle ore 16.00 in loco per verificarlo. Ah già, nell’articolo, si parla di collegamenti viari ma i costruttori si sono dimenticati di parlare del “contesto”, ovvero delle scuole adiacenti, e della viabilità locale, la “misera” via Maroncelli, stretta e con auto parcheggiate ovunque.

4) Il “Parco”, che “La Mole 2” e “Cristina” dicono di aver ceduto gratuitamente all’amm.ne fa parte degli accordi presi nel 2011 nel “Masterplan”: così i 7 ettari li rimette a posto il “pubblico”, cioè la collettività, e le società costruttrici e venditrici lo pubblicizzano come valore aggiunto alle palazzine per tenere alti i prezzi (circa 3.000 euro al mq).

5) “Il parco pubblico, a godimento di tutti i residenti di Santa Maria delle Mole, contorna il nuovo complesso di un polmone di verde di grande estensione, cosa più unica che rara nei nuovi insediamenti”. Questo periodo va analizzato bene: non esiste alcun parco pubblico, non esiste alcun progetto sull’area, tantomeno qualsiasi finanziamento. Il Comune di Marino, per bocca dei suoi assessori disconosce la proprietà di questo parco in quanto non vuole dare seguito alla convenzione con i costruttori siglata da precedenti amministratori. Esistono reperti archeologici di notevole importanza (e non “presunti”, quella zona si chiama “Mugilla” sin dai tempi antichi ed è adiacente al Parco dell’Appia Antica) ma tutta l’area è abbandonata a sè stessa e così lo sarà per molti anni ancora. Stanno vendendo fumo…

6)“Inoltre, per una migliore vivibilità di tutto il complesso immobiliare la Società proprietaria,in accordo con l’Amministrazione
Comunale, ha ridotto i diritti edificatori a mc. 33.000 dai circa mc. 100.000 previsti nel P.R.G., così da avere un minore insediamento edificatorio più adeguato al notevole pregio dell’area”. Qui siamo all’assurdo: un’area che non vedeva alcuna cementificazione viene distrutta dalle società cementificatrici, circondando interamente i lati liberi di due scuole, di cui una non dispone neanche di un proprio spazio verde, e viene invece ribaltata la situazione. Tra l’altro, i “diritti edificatori” non sono stati cancellati ma “spostati” in un’altra area, sempre verde e agricola di elevato pregio, denominata “Mazzamagna” che si trova a circa 3 km di distanza lungo via Divino Amore. La parte verde (abbandonata) di 7 ettari risulta a tutto vantaggio de “La Casa nel Parco” che altrimenti avrebbe dovuto chiamarsi “La Casa”  o meglio “I 17 palazzi senza parco”.

7) Nella zona vige il divieto di costruire senza apposita documentazione relativa al rischio di gas endogeni, quali la CO2 e il Radon. O, meglio, se la CO2 supera una soglia di concentrazione del 5% non può essere piantato un choido. Ebbene, le società hanno ottenuto dal Comune di Marino l’autorizzazione a costruire in mancanza di una relazione su questi pericolosi gas endogeni così come prescritto da determine della Regione Lazio in vigore da olre 6 anni. Come è stato possibile ? Andrebbe chiesto all’ex dirigente all’urbanistica ing.Petrini, che fu da sempre strenuo difensore di tutto il  progetto e di altri scempi che hanno provocato danni a residenti e nuovi acquirenti (vedi il caso “Costa Caselle” a Marino).

8) Tornando alla viabilità, brevemente, il progetto del “Masterplan” prevede lo spostamento di 3 km da parte dell’attuale stazione ferroviaria di S.Maria delle Mole. Ma questo, i costruttori, non lo dicono. Ad ora, nella zona di edificazione, con 15 minuti a piedi si arriva a prendere il treno ma, tra qualche anno, sempre grazie ai loro progetti edificatori sarà necessaria la macchina e i 3 km in linea d’aria, diventano circa 5 da percorrere in automobile….sempre per causa del loro amore disperato per l’ambiente e la vivibilità…ma non ne troviamo traccia nell’articolo-inserzione.

Infine, ipotizziamo che questo doppio paginone tutto a favore degli speculatori edilizi sia la risposta che i costruttori stiano dando in un momento di difficoltà in quanto il cantiere de “La Casa nel Parco” ha subìto un fermo a luglio 2017 da parte del dirigente all’urbanistica arch. Cuffaro (poi arrestato) per le numerose violazioni della convenzione, gli abusi edilizi e la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie. Anche di questo non c’è traccia su questo numero de “Il Caffè”.

Lo scorso 18 settembre, per errori formali del provvedimento emesso contro le società costruttrici, il TAR del Lazio ha provvisoriamente “sospeso la sospensiva” dei lavori. Quindi, fino al 10 novembre, le società costruttrici potranno far lavorare le ruspe mentre in quella data il TAR del Lazio entrerà nel merito del provvedimento e potrebbe decidere se rimuovere definitivamente l’ordinanza oppure confermarla e fermare i lavori.

Se siete arrivati fino a questo punto, avete fatto una faticaccia, ma forse ne valeva la pena.

Infine, queste due pagine de “Il Caffè” rimarranno scolpite nella memoria di chi difende il territorio dagli interessi speculativi dei costruttori mentre le contraddizioni di una testata giornalistica emergono tutte nel rapporto con gli stessi soggetti che la finanziano attraverso pubblicità dirette ed occulte (come in questo caso).

Continuare la lotta contro i palazzinari, con ogni mezzo necessario, in primis quello dell’informazione corretta e completa è un compito che tutta la popolazione deve assumersi se non vuol vedere peggiorare le proprie condizioni di vita oltre che farsi prendere per il culo.

Assemblea contro la Cementificazione — http://stopcemento.noblogs.org