NON UN FUNERALE, MA UN AUGURIO DI NUOVI SPAZI

Untitled-1-p1Abbiamo conosciuto la Sala da Thè del Fronte del Porto Fluviale nelle molte iniziative proposte in quella occupazione e in maniera più collettiva  in occasione di una bella e partecipata assemblea pubblica indetta in protesta per la feroce uccisione del compagno palestinese Omar Zayed. Ci accolsero dei locali rimessi a nuovo, puliti e decorosi, tavoli e utensili curati. Ci accolse una bella sala proiezioni, dove abbiamo potuto tenere, un po’ stretti a dire il vero, un serrato e appassionato dibattito. A margine della discussione ci siamo ripromessi di tornare a trovare i nostri ospiti, anche solo per un aperitivo o una bevanda calda, contenti ancora di più di trovare uno spazio autogestito a disposizione dei compagni e delle compagne. E, ovviamente, non solo di loro. Contenti, ancor di più, che tale spazio fosse nato in una delle più significative occupazioni abitative romane e che proprio alcuni degli occupanti e delle occupanti potessero esercitare in tale luogo un’attività libera e condivisa, aprendo le porte alla città e ai molti solidali che la vivono.

Per questo siamo particolarmente dispiaciuti e anche un po’ tristi dopo aver ricevuto la notizia, confermata in occasione del recente Funeral Party, che siano venute meno le condizioni per continuare a tenere aperta e far vivere una realtà così fresca e così potenzialmente significativa. Per questo, salutando la bella  esperienza e abbracciando i compagni e le compagne del Fronte del Porto Fluviale, auspichiamo che tali avventure possano rinascere, riaffacciarsi e moltiplicarsi in una metropoli che ha sempre gran bisogno di memoria e di un po’ di gioia rivoluzionaria.

Assemblea per l’Autorganizzazione

roma, giugno 2016