Solidarietà a chi lotta

Questa mattina alle 7:25 4 agenti della DIGOS si sono presentati a casa del nostro compagno Marco, con la pretestuosa e assurda motivazione di dover effettuare una perquisizione per la ricerca di armi ed esplosivi.
Questa motivazione è utilizzata dalle forze di polizia per poter effettuare perquisizioni senza bisogno di un mandato della magistratura nè dell’intervento di un giudice.
Ovviamente la perquisizione ha dato esito negativo e si è risolta rapidamente.
Questo episodio è una ulteriore conferma del vorticoso precipitare del nostro paese in un clima autoritario e repressivo, ottusamente intimidatorio nei confronti delle istanze di lotta dei soggetti subalterni.
Mai però come in questo caso questi subdoli messaggi mafiosi del bullismo di stato assumono i contorni della farsa: nessuna/o di noi si lascerà intimorire da queste patetiche ed inutili provocazioni.
le lotte per la difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica, dei lavoratori della logistica o per una sanità pubblica gratuita ed universale sono la ragione stessa del nostro impegno quotidiano e dunque troveranno nella repressione unicamente un ulteriore stimolo ad ampliarle e rafforzarle.
Nessuna/o sarà mai sola/o.

Assemblea per l’autorganizzazione

 

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